Frammenti di luce 04. Antoine


A Theo... Antoine est la moustache relevée
C’è un’aura di pace e dolce mistero nel piccolo atelier di Antoine. Un luogo dove il tempo scorre lento tra l’odore di grano della vallata e quello, acre, dei bagni di sviluppo; decenni di immagini latenti custodite in quella che sembra una cassaforte dorata. Siamo entrate temerarie, spinte dalla fama di questo saggio fotografo, portate fin lì da Sergio — il minutero più toscano di tutti.
L’odore degli sviluppatori si mischiava al calore delle scatole in legno. Una, due, tre... diverse dimensioni, grandi fondali come sipari, la camera oscura che attende. Il Maestro ci ha accolte con gli occhi pieni di vita e un sorriso che contraddiceva le premesse: diceva di avere poco tempo, ma era già immerso nella narrazione. In breve, ci siamo ritrovate con le mani nell’acqua, sulla carta, nel buio a fare magie. Nessun segreto, nessun inganno: Antoine ci ha regalato il suo sapere con la naturalezza delle persone belle.
Il carosello ai sali d'argento Tutto era iniziato mesi prima, tra i confronti con Nicola, minutero di mare, inseguitore di venti e tempi di posa, e la generosità di Emilio, pittore che scrive con la luce e che ci ha donato l'ottica per superare le prime incertezze. Ma è con Antoine, con i suoi baffi all’insù e i suoi racconti della Ville Lumière, che l’apprendistato è diventato vita.
Mentre il mondo fuori bruciava sotto cieli sporchi di sangue, noi ci rifugiavamo in quel carosello ai sali d’argento. Abbiamo passato l’agosto più caldo a scegliere viti, vernici, pennelli; ad aspettare un’ottica Voigtlander arrivata da Torino come un tesoro. Non cercavamo granite su isole deserte, ma un cavalletto forte dove poggiare la nostra nuova "scatola magica".
L'ultimo sigillo Il giorno in cui la macchina è stata pronta, c’erano le note della Piaf a battezzare il viaggio. Eravamo in cerchio, in un rito tribale di silenzio e occhi lucidi, finché Antoine ha esclamato: “È pronta!”. Ci ha consegnato un Tessar 210, un classico, come ultimo sigillo.
Ora siamo pronte anche noi. Porteremo questa scatola — questo ponte tra anime — ovunque sia possibile posare il cavalletto. Dalle colline toscane fino alla Fondazione Alinari, per continuare a scrivere, a disegnare contorni, a lasciare un verso di poesia in ogni scatto.
Agosto 2024







racconto visivo

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